Unife “migra” a Tourisma

Tourisma, il Salone internazionale dell’archeologia, che si è svolto a Firenze dal 19 al 21 febbraio, ha visto protagonista l’Università di Ferrara nella splendida cornice del Palazzo dei Congressi nell’area di Villa Vittoria, che nella due giorni si è trasformata in spazio espositivo, luogo di divulgazione e terreno di confronto fra le attività riguardanti la comunicazione del mondo antico e la valorizzazione delle sue testimonianze.

10.000 visitatori, 30 convegni e 250 relatori. E’ stato tutto questo e molto di più Tourisma, come ha spiegato Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva e organizzatore del Salone dedicato ai temi archeologici.

Alle giornate, organizzate dalla rivista ‘Archeologia Viva’ della Giunti Editore e patrocinate dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Unife  ha partecipato grazie all’energia profusa  dai dottorandi e ricercatori che presso gli stand hanno illustrato le cinque missioni archeologiche all’estero ed al contributo del  CFR, Consorzio Futuro in Ricerca.

Tante ed interessanti le attività illustrate dall’Ateneo estense. Ad affrontare il tema delle migrazioni attraverso diversi periodi della storia dell’uomo, sono stati il Prof. Carlo Peretto e Marta Arzarello della Sezione di Scienze preistoriche e antropologiche di Unife, che insieme a Jacopo Moggi Cecchi dell’Ateneo fiorentino, hanno descritto nell’ambito del convegno “UOMO MIGRANTE Dalla preistoria al 2016 e oltre…” le prime migrazioni di un milione di anni fa dal continente africano e nello specifico verso l’Europa.

Proprio su questo continente verte lo studio di altri due docenti dell’Università di Ferrara: Marco Peresani e Matteo Romandini che hanno raccontato le attività svolte nel corso dell’iniziativa “La via dei Balcani. Homo sapiens e grotte del Pleistocene in Albania: primi indizi dalle prospezioni archeologiche”. Particolare la missione in Albania del Prof. Peresani, che indica i Balcani occidentali come luogo strategico per il popolamento dell’area mediterranea e ha come obiettivo l’individuazione di siti che possano fornire informazioni utili, visto che attualmente l’Albania si trova in una sorta di buco nero per l’archeologia del paleolitico.

Sempre il Prof. Peretto è stato protagonista di un ulteriore incontro nel corso del quale insieme ad un’equipe italo-colombiana composta dai professori Pérez, Muttillo, Rivera e Lembo, ha focalizzato un’analisi sulla Colombia vista come ponte tra le due Americhe e declinata attraverso un’innovativa interpretazione dei processi di popolamento, che pongono il territorio colombiano come collegamento tra il nord e il sud del continente americano.

Il limes romano è stato invece l’oggetto di studi del Prof. Janulardo della Sapienza di Roma e del gruppo dell’Università di Ferrara coordinato dal Prof. Livio Zerbini e composto da tre ricercatrici Laura Audino, Silvia Ripà e Federica Maria Riso, che hanno illustrato le tracce ed estetiche del limes e le missioni archeologiche condotte in Romania e in Georgia.

Gli orizzonti contemporanei hanno poi delineato gli interventi conclusivi degli eventi targati Unife: Nasser Abu-Zeid del Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra ha trattato il tema della visione di un migrante culturale, mentre Mario Tozzi, geologo del Consiglio Nazionale delle Ricerche, giornalista e conduttore di fortunate trasmissioni televisive su Rai e LA7, ha intrattenuto il pubblico sul tema” Migranti del clima che cambia”.

 Oltre agli interventi scientifici, l’Università di Ferrara ha realizzato una serie di interviste coordinate da Andrea Maggi, Responsabile dell’Ufficio Comunicazione ed Eventi.

“Una prospettiva di avanzamento della collaborazione culturale internazionale” è l’obiettivo posto da Ettore Janulardo, referente per le missioni archeologiche italiane all’estero, così come “costruire delle reti di relazioni”, ha sottolineato Michele Lanzinger, ex studente dell’Ateneo ferrarese ed attualmente direttore del Muse, il Museo della Scienza di Trento.

“Interculturalità quindi e politiche dell’incontro sono gli scenari antropologici da costruire, oltrepassando l’ipocrisia dell’occidente che si evidenzia nella sua conclamata pretesa di virtù”, ha affermato Franco Cardini. “Cambiamenti antropologici inevitabili”, ha sostenuto Mario Tozzi, “in quanto il cambiamento climatico forza le migrazione, fenomeni oggi portati avanti da persone deboli che richiedono aiuto e non più da popoli guerrieri spinti dalla sete di conquista come nei secoli passati”.

Un successo quindi, tanto Tourisma quanto la “migrazione” a Firenze dei rappresentanti dell’Università di Ferrara, che hanno portato competenze e ricerche scientifiche riguardanti l’ampio percorso della storia umana, dalla preistoria alla contemporaneità, caratterizzata da importanti cambiamenti interconnessi come quello climatico e quello demografico.

 

Testo a cura di Filippo Landini e Andrea Maggi

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