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Dal sito dell'Associazione Graficamente, si riportano alcuni tra i principali segnali che possono aiutare a riconoscere la disgrafia:

  • velocità grafica non adeguata all’età dello scrivente perché la scrittura è faticosa, troppo lenta e precisa, con assenza di ritmo o, al contrario, perché è troppo rapida ed impulsiva, senza cura formale;
  • scarsa o eccessiva leggibilità senza scioltezza;
  • disarmonica e irregolare sia nei margini, sia negli interrighi e nelle larghezze, con spesso difficoltà di tenuta del rigo;
  • gesto grafico “maldestro” e poco controllato oppure teso e bloccato, spesso a causa di una scorretta postura e presa dello strumento grafico che possono generare tensioni muscolari sempre più dolorose man mano si scrive.

Cosa fare se si presentano uno o più di questi segnali?

La rieducazione della scrittura ha come scopo il recupero individualizzato del ragazzo disgrafico, in assenza di deficit o patologie, per sviluppare e ripristinare le abilità grafo-motorie non ancora o non sufficientemente utilizzate, spesso a causa di mancati apprendimenti iniziali.

Questa visione pedagogico-didattica si contrappone alla tesi medicalizzata che, al contrario, non considera possibile ripristinare le abilità grafo-motorie precedentemente non acquisite, ritenendo che, alla base della disgrafia, vi siano cause prevalentemente neuro-biologiche che impedirebbero al bambino di imparare in quello specifico settore di apprendimento.

Al momento, tuttavia, non è stato dimostrato scientificamente che esistano cause neuro-biologiche all’origine della disgrafia in età evolutiva, per cui appare più probabile che siano fattori soggettivi del bambino che interagiscano attivamente con le caratteristiche ambientale e gli stimoli scolastici ricevuti.

L’obiettivo principale della rieducazione della scrittura è dunque quello di riportare la scrittura manuale di un bambino disgrafico in pari con la sua età e la sua classe, in grado di rispondere adeguatamente alle richieste scolastiche. Ripristinando tali abilità inizialmente carenti, tendono poi ad elevarsi indirettamente anche il livello di autostima e i risultati scolastici.

Soltanto a rieducazione ultimata, qualora non tutti gli obiettivi siano stati raggiunti (ad esempio, un ragazzo resta piuttosto lento nella sua produzione scritta, pur avendo imparato a scrivere in modo ben leggibile e ordinato), è opportuno ricorrere a strategie compensative e dispensative, secondo quanto previsto dalla Legge n. 170 del 2010 sui DSA (Disturbi Specifici di apprendimento), solo per quegli aspetti non colmati dalla rieducazione (ad esempio, nel caso specifico, concedendo maggior tempo a quel ragazzo per l’esecuzione scritta nelle verifiche).

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