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L’ESPERTA – I CONSIGLI DELLA VENTURELLI PER GUARIRE I RAGAZZI DAI RISCHI DELL’HI-TECH

“Danni neurologici e poca autostima”

Bambini che scrivono con mano incerta, il tratto tremolante, le parole mal collocate nello spazio della pagina. Bambini che scrivono lentamente e affaticano il polso e la mano.

Le difficoltà nella scrittura, fino al disturbo clinico denominato disgrafia, sono in crescita. “Una nostra ricerca del 2008 indicava un 20% di scolari, alla fine della quinta elementare, con inadeguato sviluppo grafo-motorio”: Alessandra Venturelli è un’autorità nello studio, nella prevenzione e nella cura dei disturbi della scrittura. È presidente di GraficaMente e della Associazione italiana disgrafie, nonché promotrice del “Metodo Venturelli”, una tecnica che facilita l’apprendimento della scrittura in corsivo”.

Dottoressa Venturelli, perché la difficoltà della scrittura a mano è in aumento?

“I fattori sono molteplici. Secondo la mia esperienza, c’è un aumento di questi casi per certe lacune nell’apprendimento della motricità fine e specializzata. Tanti bambini non riescono ad esempio ad allacciarsi le scarpe perché i genitori provvedono al loro posto. Pesano anche i giochi manuali non fatti con trottoline e altri oggetti. E pesa, a scuola, la scarsa attenzione prestata all’insegnamento della scrittura in corsivo. Le indicazioni ministeriali privilegiano i contenuti e la lingua e non c’è una formazione specifica per gli insegnanti. Quanti maestri riescono a spiegare bene i punti di attacco sulla pagina, gli spazi sul rigo e così via”.

Quanto incide l’uso degli apparecchi digitali?

“C’è stata una enorme sottovalutazione dell’importanza della scrittura manuale. Ci si è illusi che bastasse sostituire la tastiera alla penna per compensare eventuali difficoltà. Ma le neuroscienze dimostrano che la scrittura a mano attiva zone del cervello importanti per lo sviluppo mentale del bambino; migliorano anche la memorizzazione e l’apprendimento”.

Quali sono le conseguenze della disgrafia?

“Sono a vasto raggio: calo di autostima, disaffezione allo studio, conflitti con i genitori e gli insegnanti. Un giorno venne da me una ragazza di 16 anni e mi disse: devo risolvere questo problema, perché mi vergogno della mia scrittura. Ha fatto un corso di recupero e alla fine mi ha detto: la mia vita è cambiata, vado a scuola più serena”.

Che possono fare un genitore o un insegnante quando si accorgono delle difficoltà?

“Dovrebbero consultare un esperto del gesto grafico per verificare se c’è un problema importante e valutare come risolverlo. Prima si interviene, minore è il danno ed è più facile recuperare gli errori di postura, presa e direzione della penna, disposizione nello spazio”.

Ma questi esperti esistono?

“Purtroppo in Italia la professione di rieducazione alla scrittura a non è riconosciuta. Per ora sopperiscono alcune associazioni specializzate. Ma la via maestra resta la prevenzione”.

 

Lorenzo Guadagnucci "Il Resto del Carlino - QN" Venerdì 22 gennaio 2016

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